UNA ECCELLENTE INTERVISTA DI SILVIA TRUZZI A GUSTAVO ZAGREBELSKY, PRESIDENTE EMERITO DELLA CONSULTA PER “il FATTO QUOTIDIANO”

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  Unanimi i commenti ed i riconoscimenti tributati alla grande giornalista e scrittrice  Silvia Truzzi per sottolineare la sua maestria nel porgere le domande al Presidente emerito della Consulta il quale ha avuto facilitato il compito di rispondere adeguatamente alle domande che gli venivano rivolte.

-Professor Zagrebelsky, che lettura dà del voto del 4 marzo?

Non una rivoluzione, piuttosto una ribellione o, se preferisce, una rivolta.      Mi baso su dati di demoscopia elettorale, ma su personali diffuse                        percezioni.

-Rivolta contro chi o contro cosa?

La psicologia politica democratica è ciclica. Le democrazie, all’inizio, sono sistemi aperti alla larga partecipazione popolarr, poi, più o meno rapidamente si rattrappiscono in in oligarchie. Le forme possono restare tali,mai cittadini iniziano a sentirsi estranei in casa propria. Della trasformazione della democrazia in oligarchie è testimone la storia. La ribellione non è una malattia dello spirito, ma la reazione a un sentimento di spossessamento, tanto più forte quanto più la classe politica è stata sorda e si è costituita in casta. Non appena si toglie il coperchio, arrivano le sorprese.

-Se questo è “populismo”, allora equivale alla ribellione delle masse contro le élite?

La parola è carica di valenze negative. Che cosa davvero significhi è difficile dirlo. Di  sicuro chi la rivolge a un altro non vuole fargli un complimento.(…)Populisti sono stati detti Papa Giovanni XXIII e Papa Francesco; Obama, Trump e Sarah Palin; Di Pietro, Berlusconi e Renzi. (…) Chi parla di populismo, insomma, parla per frasi fatte e si esonera dal guardare dentro la complessità delle cose. Proporrei di abbandonare la parola tra gli scarti del lessico politico.

-Se guardiamo dentro, come dice Lei, che cosa vediamo?

Possiamo vedere tante cose, ma c’è una costante: si dice populista al leader, al movimento, al partito che, con l’appoggio del popolo, contesta i poteri costituiti. Oggi diremmo contesta la “casta”. (…) Nella contesa politica, chi più frequentemente la pronuncia appartiene al giro di coloro che si ritengono superiori e perciò pretendono di impersonare “il buon governo” (…).

-E ora?

Mi pare di vedere che siamo pienamente in una fase di diffusa insofferenza nei confronti di questo modo di concepire la vita politica come affari di circoli riservati. Come dicevamo ribellione di massa contro la cristallizzazione e l’autoreferenzialità di un potere chiuso, lontano, incapace di avvertire le tante ragioni di sofferenza della nostra società. I 5Stelle (…) sono una risposta all’insofferenza che caratterizza il ciclo attuale della democrazia.

-Che succede, quindi?

Nessuna struttura di potere è immune dal rischio oligarchico. Nemmeno chi ha avuto successo in nome della lotta contro le oligarchie.

-Si è interrotta la connessione sentimentale con gli elettori?

Miopia politica del ceto politico, direi piuttosto. O forse arrendevolezza, impotenza difronte agli effetti sociali di un sistema di relazioni dominato dalla libertà della speculazione finanziaria. I diritti sociali conquistati nel secolomscorso si sono progressivamente eroei. I più deboli sonomin difficoltà. Il numeromdei poveri e degli emarginati cresce.

-Facciamo qualche esempio?

Si rinuncia a fare studiare i propri figli; si rinuncia a cure mediche pur essenziali;  si cerca altrove la prospettiva del futuro; si vive di carità o di espedienti. A fronte di ciò stanno i garantiti, anzi i supergarantiti. Andare all’estero per cercare un proprio futuro non è per tutti la stessa cosa. Per alcuni è questione di sopravvivenza; per altri è status symbol  della apper class. Non sono la stessa cosa il cameriere o il barista e lo studente del “college” esckusivo che si prepara a entrare nell’agognato cerchio della finanza inernazionale. Lei parla di connessione sentimentale. Cpme può esserci quakcisa di questo genere quando si fronteggiano precarietà e sicurezza,fragilità e immunità, INGIUSTIZIA E PRIVILEGIO. Sono patetiche illussioni (…). E’ un segno negativo la difesa a testuggine “FINO ALLA SENTENZA DEFINITIVA” dei POLITICI E DEGLI AMMINISTRATORI CHE INCAPPANO ININCIDENTI GIUDIZIARI, anche se non è solo su questo terreno che sisconfigge la CORRUZIONE dilagata nel nostro Paese.

-Tutto questo genera frustrazione?

Certo. Al fondo della piramide c’è una massa di cittadini con difficoltà a vivere il presente e a immaginare il futuro. E’ irritante sentir dire, pderesempio, che il Jobs Act ha creato migliaia di posti di lavoro; parli con i giovani e scopri che sono lavori sottopagati, a tempo limitato, senza garanzie e spesso aggravati dalla minaccia del licenziamento facikle. SPESSO NON E’ DIRITTO AL LABVORO MA SFRUTTAMENTI.

-La democrazia si basa sul consenso: come non capire i rischi di questa cecità?

 Le oligarchie si considerano depositarie del verbo: pochi che si sentono TUTTI (…). Si può tenere la rabbia sociale solo per un po’ ma arriva il momento in cuiil coperchio salta. Ed è esattamente il tempo che stiamo vivendo.

-Vuol dire che il coperchio è saltato nella forma giusta, con la protesta nelle urne.

E’ saltato democraticamente. Chi ha a cuore la democrazia deve sempre temere che l’insofferenza prende altre strade, il ricorso all’uomo forte, all’uomo della provvidenza.

 Sta dicendo che si sarebbe dovuto andare a elezioni anticipate?

Dico solo che abche a questo riguardo l’impressione che si è avuta che si sia voluto posticipare il redde rationem elettorale pur quando ci sarebbe stato più di un motivo per ridare la parola agli elettori.

-Si potrebbe obiettare che sono stati sempre rispettati i meccanismi della democrazia parlamentare.

Certamente. La forma è salva, la sostanza ha scricchiolato.

-Nel sentimento di autosufficienza della “casta” quanto pesa la legittimazione dei media?

L’informazione viene considerata o un’alleata o o un nemico.

-Alla base forse c’è un equivoco che nasce dal desiderio di alcuni giornalisti di far parte delmmondo che si deve raccontare.

In un passo di “la politica come professione”, il delebre saggio di Max Weber, un grande capitano d’industria invita a cena alcuni suoi colleghi e anche un giornalista, lusingato di essere associato a questa cerchia di ottimati. Quando se ne va, il padrone di casa si scusa con quegli ospiti per la presenza dell’intruso:”Ho dovuto invita quello zotico perchè prossimamente si occuperà delle nostre cose” .

-Veniamo a vincitori e vinti. Proviamo a tracciare la parabola di Renzi dal 4 dicembre al 4 marzo? Nel discorso in cui ha annunciato le sue strane dimissioni ha fatto intendere che tutti i guai derivano dalla vittoria del “NO” al referendum costituzionale.

Chi ha avversato la riforma costituzionale ha capirto una cosa semplice: che si trattava per chi l’aveva promossa, di uno strumento potente per vincere la battaglia politica, legittimarsi plebiscitariamente, rivestirsi diuna corazza anche costituzionale. Ma le Costituzioni NON POSSONO ESSERE BOZZOLI DEL POTERE. Quell’accesso di immedimazione di Renzi e dei suoi non ha fatto altro che convincere i più a difendere la Costituzione esistente.

-C’è, secondo Lei, un rapporto di contuinuità tra il 4 dicembre 2016 ed il 4 marzo 2018?

Mi pare di si. Nel referendum costituzionale è prevalso il rigetto della prospettiva della politica privatizzata a vantaggio di un certo “giro di potere”. E’ stato la premessa, l’introduzione al secondo atto, l’atto finale. Non avere intravisto lo svolgimento e non essersi messo da parte allora hanno portato al disastro attuale del partito demiocratico. Ogni cosa ha il suo tempo giusti ed i suoi tempi sbagliati.

-Molti hanno detto che era matweria rtroppo complicata per il popolo:poteva votare chi ci capiva qualcosa, non l’uomo della strada.

Nei Quaderni Gramsci risponde così a chi gli chiede come possa la democrazia equiparare il voto di Benedetto Croce a quello del pastore della Barbagia: è vero, è ingiusrto. Ma la colpa non è del pastore sardo, la colpa è di chi NON HA SAPUTO INFORMARLO, CREARGLI UNA COSCIENZA E UNA CUKTURA POLITICA. Quanto alla riforma Costituzionale non si è trattatontanto di bicameralismo perfetto, di competenze regionali concorrenti (…). Si è trattato di di un’operazione di potere tentata con mezzi costituzionali. Per capirlo non c’era bisogno d’essere professori di dirirtto costituzionale e infatti lo si è capito benissimo. Questo è stato il primo errore di Renzi; il secondo, dopo la sconfitta, l’aver voluto restare al centro della scena: Muoia Sansone e tutti i Filistei: accecamento per megalomania e preludio di rovine.

-Direbbe che aveva avuti l’investitura delle primarie.

Ma io mi riferisco non solo a lui (…) mi riferisco soprattutto a quelli che gli sono stati vicini, ne hanno approfittato, non sono stati capaci o non hanno voluto aprire gli occhi, innanzi tutto a se stessi e poi a lui. Tipico di ogni oligarchia. (…).

-Si evoca un possibile governo di scopo per modificare l’ennesima legge elettorale, probabilmente incostituzionale. Se in un’azienda un dirigente venisse incaricato di portare a termine un compito e questo per sei anni la facesse sempre male, che fine farebbe? ‘è anche un problema d’incapacità?

No, non credo. Leggendo ciascun comma di queste leggi Porcellum, Italicun, Rosatellum, è subito chiaro a favore e contro chi è stato scritto. (…). Ma le leggi elettorali devono essere soprattutto nell’interesse dei cittadini.

-Se anche il Rosatellum dovesse essere dichiarato incostituzionale, cosa accadrebbe?

Probabilmente niente. Il principio di continuanità dello Stato già utilizzato per  per salvare il Parlamento eletto tramite una legge incostituzionale,può essere utilizzato indefinitamente: si fa una legge elettorale, si elegge un Parlamento, la legge annullata, il Parlamento continuya e fa quel che gli pare, poi magari si fa un’altra legge incostituzionakle e si ricomincia da capo. Uno scherzetto indice d’irresponsabilità democratica.

-Come si può rimediare?

Si poteva sperare nei custodi della Costituzione- Corte Costituzionbale e Presidente delkla Repubblica – che facessero valere ciò che ovvio. (…).

-Molti trovano strano chiedere al Pd e alla sinistra di sostenere un governo con i 5Stelle. E Lei?

Io per nulla. La direzione è quella. Ma ci vorranno tempi lunghi. Quindi avremo modo di riparlarne.


Dopo aver letto questa lucida intervista in cui le risposte chiaramente idonee sono state date ad altrettante domande idonee ed intelligeni come quelle che sa fare la”grande”Silvia Truzzi, da me sempre definita così leggendo o citando i suoi articoli pubblicati sul mio quotidiano preferito “il Fatto Quotidiano”!

Come sapete già, questo post è stato scritto a rate. A risentirci alla prossima non troppo presto, però.

 

 

     

      

 

           

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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